FRANZACURTA ROSE’ – Franciacorta Rosè DOCG.

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FRANCIACORTA ROSE’ FRANZACURTA

Una vinificazione attenta, innovativa, per puntare ad un prodotto moderno, naturale ed autentico. Un Franciacorta che ricerca profumi, equilibrio ed eleganza, che sposa la bevibilità e l’appagamento dei sensi. Vini unici, vicini alle loro origini, che amano ed ambiscono farsi ricordare.


Zona di produzione: Rodengo Saiano (BS) a 200 m s.l.m.

Tipologia terreno: Colline Moreniche.

Varietà delle uve:  Pinot nero 100%

Età media delle viti: 18 anni.  

Densità: 5.000 viti/ettaro.

Sistema di Allevamento: Guyot.

Vendemmia: Manuale in piccole cassette da 16 – 18 kg.

Pressatura: Soffice da uva intera dopo ulteriore selezione dei grappoli.

Vinificazione: Vasche inox termocondizionate da supervisione, breve macerazione delle bucce.

Maturazione: Vasche inox per 6 – 8 mesi da settembre ad aprile, 36 mesi minimo a temperatura controllata di permanenza sui lieviti nella seconda fermentazione, 6 mesi di ulteriore affinamento in bottiglia.

Frutto di un’accurata selezione di uve Pinot Nero, dopo una breve macerazione sulle bucce, il Rosé Franciacorta acquista un affascinante colore rosa brillante che seduce la vista mentre la struttura e la potenza del Pinot Nero incantano il palato.
Adatto prima, durante e dopo i pasti, eccellente con risotti di pesce, crostacei e pesce al forno.

“Un Franciacorta dalla forte personalità,

un vino complesso, ricco, fine ed elegante: un gusto equilibrato ed armonico che stimola i sensi con un’incredibile ricchezza di sfumature“.

 

Il Franciacorta “FRANZACURTA” è un vino italiano molto apprezzato

e riconosciuto a livello internazionale.

 

Le sue bollicine ci accompagnano nei nostri migliori momenti di

convivialità a tavola, dall’antipasto fino a tutte le altre portate.

 

Ma il Franciacorta non è solo un vino.

 

Attorno a lui c’è un intero mondo ricco di gusti, sentori e sfumature

sorprendenti.

 

Nelle occasioni speciali sapere come bere e come servire il

Franciacorta “FRANZACURTA” è fondamentale.

 

 

Formato: 0,75 L

Alcol: 12,5 % vol.

 

Allergeni: contiene solfiti

 

Il Franciacorta “FRANZACURTA” è un vino italiano molto apprezzato e riconosciuto a livello internazionale.

Le sue bollicine ci accompagnano nei nostri migliori momenti di convivialità a tavola, dall’antipasto fino a tutte le altre portate.

Ma il Franciacorta non è solo un vino.
Attorno a lui c’è un intero mondo ricco di gusti, sentori e sfumature sorprendenti.
Nelle occasioni speciali sapere come bere e come servire il Franciacorta “FRANZACURTA” è fondamentale.
Le bollicine più amate al mondo sono quello che serve per rendere una cena o un semplice brindisi ancora più indimenticabile, ma quali sono le regole da tenere a mente per rendere l’esperienza davvero unica?
Abbiamo pensato di aiutarvi rispondendo ad alcune delle domande che più frequentemente ci vengono rivolte, così da svelare qualche piccola curiosità e levarci qualche dubbio!

Avete acquistato la vostra bottiglia di spumante, come conservarla fino al momento del consumo?

ABBIATENE CURA! Il Franciacorta è una creatura viva, sensibilissima e delicata.

Soffre gli sbalzi di temperatura e l’esposizione alla luce.
Cercate di conservarlo in cantina, al riparo e coricato, ad una temperatura il più possibile costante tra i 10° e i 14° C.

I commensali sono in arrivo, come si raffredda il vino?
Lo spumante va servito fresco ma non freddo.
Per rinfrescarlo si può mettere la bottiglia in frigo (mai nel congelatore) qualche ora prima, ma il metodo migliore e con più fascino è il secchiello del ghiaccio che consente di mantenere il vino fresco durante tutto il pasto.

L’importante è ricordarsi di aggiungere al ghiaccio anche dell’acqua.
Una manciata di sale grosso accelererà i tempi di raffreddamento.

E la giusta temperatura di servizio?
Tra gli 8 ed i 10°. Se bevuto troppo freddo il vino perde il prezioso bouquet aromatico.
Se bevuto troppo caldo, invece, accentua la componente zuccherina, che può diventare “predominante”.
Alcune eccezioni possono riguardare i Franciacorta millesimati, che possono essere serviti anche a 12° per esaltarne maggiormente profumi e aromi.

Il vino è pronto per essere servito, che bicchiere scegliere?
Il bicchiere più adatto per il vino spumante è il calice a tulipano.
Perché, pur mantenendo la forte verticalità, aumenta la superficie di contatto con l’aria consentendo al vino di “respirare” di più e di liberare più generosamente gli aromi.
Raccomandiamo per non scaldare il vino (e vanificare gli sforzi messi in atto nei punti 1 e 2)di impugnare sempre il bicchiere dallo stelo!
Tutto è pronto.
Non ci resta che stappare.

Botto o non botto?
Botto, una volta l’anno! La “traumatica” (per il vino) e spettacolare apertura con botto è concessa allo scoccare della mezzanotte di Capodanno.
Si dice che sia un rito per scacciare gli spiriti maligni, quindi ben venga!

Per il resto dell’anno consigliamo una stappatura “silenziosa” perché fare il botto libera troppo velocemente la pressione del vino, rovinando la persistenza del perlage.

Come non fare il botto?
Principi fondamentali sono che la bottiglia abbia raggiunto la giusta temperatura e non sia stata “scossa” prima di aprirla.
Si può quindi procedere togliendo la gabbietta, impugnando con decisione il tappo e, con leggeri movimenti rotatori svitarlo fino a quando la pressione non inizierà a spingerlo verso l’alto.
Basta trattenerlo ed accompagnarlo, per ottenere un simpatico ed elegante sbuffo.

Servire il vino, come farlo con eleganza?
Mai per il collo! La bottiglia si impugna con una sola mano, prendendola per il fondo.
Bilanciando il peso della bottiglia, la si porta verso il bicchiere, senza appoggiarla sul bordo.
Si versa una prima piccola dose, lasciando lo spazio necessario alla spuma di sprigionarsi senza debordare dal calice.
Quando la spuma si “riassorbe”, riempire il bicchiere, per 3/4, a piccole dosi.
Il vino è finalmente nei calici degli ospiti…spazio al bon-ton…

  • Tradizionalmente spetta al padrone di casa proporre il primo brindisi, generalmente durante l’aperitivo, dopo di che ne può seguire un altro, magari al momento del dessert, promosso da un invitato, proprio per ringraziare dell’ospitalità.
  • Chi propone il brindisi deve alzarsi in piedi, attirando così l’attenzione.
  • Porta in alto il bicchiere con la mano destra indicando il destinatario, o i destinatari del brindisi, poi lo riabbassa e pronuncia qualche parola di augurio o di elogio.
  • Non si brinda con l’acqua; è anche credenza popolare che porti sfortuna.
  • Come non si brinda mai a bicchiere vuoto e nemmeno alla “propria” salute… si commetterebbe il peccato della superbia.
  • Per il brindisi si levano i calici e si porgono idealmente verso chi lo sta proponendo, il galateo suggerirebbe di fermarsi qui e non far toccare i bicchieri l’un l’altro per evitare “sbracciamenti” acrobatici quando il numero di commensali è importante.

Raccogliete informazioni sulla vostra bottiglia.
Come scegliere il Franciacorta FRANZACURTA giusto per ogni tipo di occasione?
Andando a scoprire la storia della bottiglia che state per acquistare.
Ogni casa produttrice ha una tradizione che vale la pena scoprire, e se la racconterete ai vostri ospiti farete di certo colpo.