SPARKLE.

franciacorta rosè un vino sensuale

Il vino Franciacorta ha il sapore della storia, anche se a noi giunge più nitido il suo passato recente.

 

Era il 1961 quando 11 produttori dell’attuale Franciacorta, che coltivavano 29 ettari di vigneto, diedero inizio alla produzione di 2 mila ettolitri di Pinot di Franciacorta, muovendo così i primi passi verso il successo che il metodo Franciacorta ha raccolto negli anni successivi

 

Ma se la storia moderna del Franciacorta risale alla seconda metà del XX secolo, è da ben prima, dal XVI secolo, che nella zona dell’attuale Franciacorta si producevano vini rinomati in quantità superiore alle esigenze della popolazione.

Questo fa supporre che già all’epoca sussistessero finalità commerciali, infatti, uno studio effettuato sul Catasto Napoleonico del 1809 certifica l’esistenza di quasi 1000 ettari vitati ben superiori alle necessità dei circa 40.000 abitanti dell’epoca.

Ma torniamo alla storia più vicina a noi e al primo riconoscimento ufficiale che giunse nel 1967, quando con un Decreto del Presidente della Repubblica la Franciacorta è riconosciuta zona a Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Dovrà passare poco più di un ventennio perché i 29 produttori decidano di associarsi e di dare vita, il 5 marzo del 1990, al Consorzio volontario per la tutela dei vini Franciacorta. Il Franciacorta è stato il primo vino italiano, prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia a ottenere nel 1995 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita e inoltre nello stesso anno il riconoscimento del metodo di produzione Franciacorta, superando l’espressione “vino spumante”.

Oggi sulle etichette si legge la denominazione Franciacorta, unico termine che definisce il territorio, il metodo di produzione e il vino.

I NUMERI DEL FRANCIACORTA

5 marzo 1990: nascita Consorzio Franciacorta (29 produttori)
1995: assegnazione DOCG
116: le cantine associate
19: i comuni che costituiscono la Franciacorta (compreso comune di Brescia)
2.800: gli ettari vitati Franciacorta DOCG (82% Chardonnay, 14% pinot nero, 4% pinot bianco)
350: gli ettari vitati Curtefranca DOC
3.150: totale ettari vitati in Franciacorta con vino a denominazione
17,4 milioni le bottiglie vendute nel 2016 di cui 1,7 vendute all’estero.

I risultati dell’export risultano incoraggianti a livello generale, con un aumento delle vendite complessivo del +15%. Il principale mercato si conferma il Giappone che ad oggi costituisce il 22% del totale, seguito da Svizzera che rappresenta il 15,2%. Interessanti le performance di crescita dei vari paesi: la Germania (13,2%) supera gli USA (12,4%) con una crescita di oltre il 24%, mentre il Giappone registra un ulteriore + 16%.

Sorprendente il cambiamento in atto nei Paesi Scandinavi dove l’interesse verso Franciacorta è in netto aumento: la Norvegia riporta infatti un +249%, mentre la Svezia addirittura una crescita del 514% seppur su bassi volumi.

 

IL FRANCIACORTA NOTEDIVINO – Metodo di produzione

Il metodo Franciacorta è frutto dell’arte di sapere creare armonia tra l’antico sapere tramandato nel corso delle generazioni e le evoluzioni tecnologiche. Il perpetuarsi della tradizione nelle mani di curiosi vignaioli sempre pronti a lavorare su ogni singola bottiglia.
Il metodo di produzione del vino Franciacorta NOTEDIVINO è regolamentato da norme rigide e scrupolose che hanno l’obiettivo di ottenere vini di assoluta qualità: è questo l’imperativo del Consorzio Franciacorta e dei suoi produttori che impiegano esclusivamente vitigni nobili, raccolta a mano, rifermentazione naturale in bottiglia e successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti, non inferiore ai 18 mesi, 30 per i Millesimati e ben 60 mesi per le Riserve.

Le Uve
Il Franciacorta NOTE DIVINO è prodotto con uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot Bianco, quest’ultimo consentito fino a un massimo del 50%.

Le vigne della Franciacorta hanno una resa massima di 100 quintali di uva a ettaro e la vendemmia, effettuata obbligatoriamente a mano, si svolge, a seconda delle annate, tra la prima decade di agosto e la prima di settembre.

I grappoli vengono adagiati in cassette e trasportati in cantina dove il raccolto di ogni vigneto è vinificato separatamente: le uve vengono sottoposte a pressature molto delicate per garantire il frazionamento dei mosti, indispensabile garanzia di qualità dei vini base.

La Spremitura
Dalla soffice spremitura delle uve si ottiene il mostofiore per la produzione delle basi Franciacorta NOTEDIVINO , le quali a primavera vanno a formare la cuvée, l’assemblaggio di vini base Franciacorta, anche di diverse annate, selezionate dopo attente degustazioni, per determinare le caratteristiche che ogni produttore vuole dare al “proprio” Franciacorta.

Il Tiraggio
Il tiraggio è l’imbottigliamento dei vini base assemblati (cuvée) a cui sono aggiunti zucchero e lieviti che svolgeranno la seconda, lenta, fermentazione o rifermentazione.

Durante questa fase si sviluppa anidride carbonica (presa di spuma), con conseguente incremento della pressione interna, sino al raggiungimento di 6 / 7 atmosfere.

La Fermentazione in bottiglia
Le bottiglie sigillate con tappo metallico a corona vengono accatastate in posizione orizzontale nelle cantine, dove rimangono per molto tempo.

Terminata la fermentazione (presa di spuma), in questi mesi, per effetto della lisi dei lieviti, il Franciacorta raggiunge il suo particolare profilo sensoriale, arricchendo la propria complessità aromatica.

In base ai tempi di riposo sui lieviti in bottiglia si possono distinguere le seguenti tipologie di Franciacorta:
– Franciacorta NOTEDIVINO non millesimato: almeno 18 mesi
– Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosé non millesimato: almeno 24 mesi
– Franciacorta Millesimato, Franciacorta Millesimato Satèn e Franciacorta millesimato Rosé: almeno 30 mesi
– Franciacorta Riserva, Franciacorta Riserva Satèn, Franciacorta Riserva Rosé: almeno 60 mesi.

Scuotitura e Sboccatura
Terminato il periodo di affinamento, le bottiglie vengono poste su appositi cavalletti (detti anche pupitres), ruotate giornalmente di 1/8 di giro e inclinate progressivamente per veicolare il sedimento con i lieviti verso il collo della bottiglia entro 3/4 settimane.

Questa particolare rotazione prende il nome di scuotitura o remuage (praticata da personale specializzato ognuno ruota fino a 15.000 bottiglie al giorno).

L’atteso momento della sboccatura è arrivato: le bottiglie sono poste in posizione verticale con il collo immerso in una soluzione refrigerante che porta alla formazione di un “tappo” di ghiaccio, intrappolando completamente il deposito di lieviti.

A questo punto il tappo metallico viene rimosso e il residuo ghiacciato, grazie alla pressione interna, viene violentemente espulso con una minima perdita di vino.

Per riportare il volume al livello iniziale si introduce solo una piccola quantità di vino nel caso dei Franciacorta non dosati, mentre per gli altri si aggiunge lo “sciroppo di dosaggio” composto da vino base Franciacorta e zucchero in quantità tale da determinare la tipologia di gusto dei Franciacorta, Dosaggio zero, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Demi?sec.
Infine, le bottiglie sono chiuse con il classico tappo a fungo, ancorato con la tipica gabbietta metallica.
Terminato il confezionamento, prima della commercializzazione, su ogni bottiglia deve essere applicato il contrassegno di Stato italiano ? o fascetta, che certifica la designazione Docg del Franciacorta essendo rilasciato solo se il vino ha superato tutti i controlli qualitativi, dall’analisi chimico?fisica a quella organolettica.
Su questo sigillo sono stampati il nome della Denominazione di Origine Controllata e Garantita Franciacorta, un codice alfanumerico univoco, l’indicazione della capacità della bottiglia e il logo distintivo della Denominazione, la “F merlata”.

Dosaggi
Le diverse tipologie di Franciacorta NOTEDIVINO sono caratterizzate da differenti dosaggi di liqueur aggiunti dopo la sboccatura, dotate quindi di originali e spiccate personalità.
• Non Dosato (zucchero fino a 3 g/l, residuo naturale del vino) ? È il più secco della gamma dei Franciacorta.
• Extra brut (zucchero fino a 6 g/l) ? Molto secco.
• Brut (zucchero fino a 12 g/l) – Secco ma un po’ più morbido rispetto all’Extra brut, è sicuramente la tipologia di Franciacorta più versatile.
• Extra dry (zucchero 12?17 g/l) ? Morbido, con un dosaggio leggermente maggiore rispetto al classico Brut, è indicato per una grande varietà di cibi.
• Sec o Dry (zucchero 17?32 g/l) ? Meno secco e leggermente abboccato.
• Demi?sec (zucchero 33?50 g/l). Sapore abboccato dovuto al dosaggio zuccherino piuttosto elevato, si abbina bene con i dolci.

IL FRANCIACORTA – Le tipologie

Franciacorta NOTEDIVINO 

Uvaggio: uve Chardonnay e/o Pinot nero, è permesso l’uso del Pinot bianco fino a un massimo del 50%.
Caratteristiche: rifermentazione in bottiglia per minimo 18 mesi di affinamento sui lieviti; elaborazione e maturazione durano almeno 25 mesi dalla vendemmia. Pressione in bottiglia tra le 5 e le 6 atmosfere.
Note degustative: giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e persistente, bouquet caratteristico della fermentazione in bottiglia, sentori di crosta di pane e di lievito, arricchiti da delicate note di agrumi e di frutta secca (mandorla, nocciola, fichi secchi). Sapido, fresco, fine e armonico.
Dosaggi: Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Dry, Demisec.

Franciacorta Satèn
Uvaggio: Chardonnay (prevalenti) e Pinot bianco fino ad un massimo del 50%.
Caratteristiche: la morbidezza gustativa è data da un’accurata selezione dei vini base e dalla minore pressione in bottiglia, sotto le 5 atmosfere. Si produce esclusivamente nella tipologia Brut.
Note degustative: perlage finissimo e persistente, quasi cremoso. Colore giallo paglierino, anche intenso con colori verdolini, sfumato ma deciso profumo di frutta matura, accompagnato da delicate note di fiori bianchi e di frutta secca anche tostata (mandorla e nocciola). Una piacevole sapidità e freschezza si armonizzano con un’innata morbidezza che ricorda le sensazioni delicate della seta.
Dosaggi: Brut

Franciacorta Rosé NOTEDIVINO
Uvaggio: uve Chardonnay, Pinot bianco (massimo 50%), Pinot nero (minimo 25%).
Caratteristiche: le uve Pinot nero fermentano a contatto con la buccia per il tempo necessario a conferire al vino la tonalità desiderata. E’ prodotto con vino base Pinot nero vinificato in rosato in purezza (100%) oppure può nascere dal suo assemblaggio con vini base Chardonnay e/o Pinot bianco.
Note degustative: la presenza del Pinot nero conferisce a questo Franciacorta un corpo e un vigore particolare oltre che i sentori tipici del vitigno.
Dosaggi: Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Dry, Demisec.
Franciacorta, Franciacorta Satèn e Franciacorta Rosè possono acquisire maggior personalità, complessità e raffinatezza, con periodi più lunghi di maturazione e affinamento. È il caso del Franciacorta Millesimato e del Franciacorta Riserva.

Franciacorta Millesimato
Caratteristiche: La parola “millesimo” indica che tutto il vino è proveniente da un’unica annata. Il Millesimato si produce quando l’annata è particolarmente qualitativa e lo si valorizza con degli affinamenti più lunghi di quelli che subiscono le cuvée (i Franciacorta non millesimati). Devono passare almeno 37 mesi dalla vendemmia perché venga messo in commercio.
Note degustative: i Franciacorta millesimati hanno una personalità sensoriale e gustativa che rispecchia in maniera evidente le caratteristiche climatiche dell’annata e le espressioni qualitative delle uve di quella specifica vendemmia.
Dosaggi: Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, ad eccezione dei Satèn Millesimati, declinati solo nella tipologia Brut.

Franciacorta Riserva
Caratteristiche: I Franciacorta Riserva sono dei Millesimati dalla particolare eccellenza qualitativa che per esprimere al massimo le loro doti olfattive e gustative devono rimanere in sosta sui lieviti per molti anni. Il Disciplinare ne impone almeno 5, quindi il Franciacorta Riserva viene immesso al consumo dopo almeno 67 mesi (cinque anni e mezzo) dalla vendemmia.
Dosaggi: Pas Dosé, Extra Brut, Brut, ad eccezione dei Satèn Riserva, declinati solo nella tipologia Brut.